Una dinastia circense legata alla tradizione europea del circo e conosciuta soprattutto per gli spettacoli con gli elefanti e per le abilità acrobatiche dei suoi componenti. E’ la Famiglia Gartner, la cui storia è particolarmente interessante perché unisce la tradizione circense familiare alle nuove generazioni di artisti. Tra loro quattro giovani: Francy, Jacky, Josef e Maverick, guidati da Joy Gartner e Candy Beautour.
Abbiamo raggiunto le strutture del Circo Africa, installate in questi giorni a Lecce, per rivolgere alcune domande a Jacky Gartner che ha ricordato e raccontato, con la sua travolgente simpatia, aneddoti, storia e carriera.
Jacky ci presenti la tua famiglia?
“E’ una famiglia circense da generazioni: nonni e genitori sono sempre stati nel mondo del circo. Mio nonno viveva con i suoi elefanti e noi fratelli siamo cresciuti con lui. Ecco perché abbiamo questo profondo e intenso legame con gli elefanti che oggi ci permette di scendere in pista con un numero in cui traspare l’affiatamento con i nostri animali. Loro si fidano di noi, ci conoscono perché siamo cresciuti insieme. Sono nato in Norvegia e ricordo che già da piccolino mio nonno mi portò in pista con gli elefanti”.
Com’è la vita all’interno del circo?
“Mi sarebbe piaciuto fare l’università, studiare magari all’estero, ma, per fortuna, sono nato nel mondo del circo, che è già una scuola, di vita aggiungerei, perché non solo impari tantissimo come persona e come artista, ma ti consente di poter lavorare ovunque, in qualunque paese, non solo europeo. Io, ad, esempio, ho viaggiato molto e conosco cinque lingue proprio perché, nonostante i miei 25 anni, ho visitato tanti luoghi, ognuno con la sua storia, le sue peculiarità”.
Un aspetto positivo e uno negativo del fare questo mestiere?
“E’ bella la possibilità di conoscere tante persone perché ci si sposta di piazza in piazza. Vedi la gente sorridere, divertirsi al nostro spettacolo, ritornare a casa contenta. Di contro, cambiare di frequente città ti costringe a non rivedere persone con le quali stretto un rapporto di amicizia. Ti separi, ma quasi sempre resta il contatto con tutti gli amici”.
Com’è il tuo rapporto con il pubblico?
“Innanzitutto, bisogna dire che questo rapporto è fondamentale per ogni artista. Per me è imprescindibile, anche se alcuni artisti lo mettono, erroneamente, in secondo piano. Oggi, invece, è un aspetto prioritario se vuoi conquistare il pubblico e mantenere vivo l’interesse. Lo spettatore e l’appassionato sono figure indispensabili per il futuro del circo. Senza di loro sarebbe tutto più difficile. Ecco perché anche Circo Africa ha deciso di diversificare l’offerta, di venire incontro alle esigenze di più tipologie di spettatori e presentare lo spettacolo di circo tradizionale, il Circo degli orrori e il Circo dei supereroi”.
Jacky come ti definiresti con un aggettivo?
“Travolgente”.
Cosa ti piace di più di questo lavoro?
“Al rapporto con il pubblico affiancherei quello con gli animali. Questo per me è vita perché sono nato nel circo, ho imparando questa arte e cerco di trasmettere la sua bellezza al pubblico in ogni spettacolo”.
Invece, com’è Jacky fuori dalla pista, nella vita di tutti i giorni?
“Nella vita quotidiana sono pieno di energia e questa energia la porto nei miei spettacoli. Basta assistere a uno show per capire quanto la mia figura sia, appunto, travolgente”.
Ricordi il tuo debutto al circo?
“Non ho un ricordo nitido, ma posso dire che sono sempre stato in pista. Quando mio padre e mia madre lavoravano io ero sempre presente, dietro la barriera e a fare l’accoglienza all’ingresso. La mia prima uscita in pubblico non la ricordo perché troppo piccolo, ma di sicuro sarà stata con i nostri elefanti. Da poco è venuto a mancare uno di loro con cui io ed i miei fratelli siamo cresciuti. Era sempre con noi, in pista e fuori. Un compagno di gioco, di lavoro e di vita”.
Qual è il ricordo più bello?
“E’ difficile citarne uno. Ne ho alcuni e tutti legati al mio rapporto con l’elefante che ci ha lasciati. Un animale molto intelligente, legato alla famiglia, uno di noi”.
Obiettivi per il futuro?
“Continuare a lavorare per il pubblico perché se non è con te è inutile fare il circo”.
In questi ultimi anni è cambiato il modo di fare circo?
“Secondo me non è cambiato, come in molti pensano. Sta solo attraversando un momento più difficile e per svariati motivi. Noi, al Circo Africa, siamo fortunati perché possiamo lavorare assieme a Moira Orfei Junior, erede della storica dinastia circense. Come detto, ho lavorato per più anni all’estero e anche lì si parlava della famiglia Orfei e della regina del circo Moira. Qui, sua nipote è amata e anche gli amanti del circo vogliono ancora la loro regina”.
Cosa diresti al pubblico?
“Consiglierei di venire ad assistere a tutti tre gli spettacoli: Circo Africa, Oblio e Circo dei supereroi. Tanti numeri, tanti artisti, per uno spettacolo di qualità e dedicato agli appassionati di circo”.
Daniele G. Masciullo












