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“La città in equilibrio”: un progetto di circo contemporaneo a cura di Fondazione Cirko Vertigo

L’equilibrio non è stare fermi: è trovare nuove possibilità di movimento. La città in equilibrio è un progetto di circo contemporaneo a cura di Fondazione Cirko Vertigo in partnership con L’Albero del Macramè, che porta giovani artisti, spazi urbani e comunità sullo stesso filo. Il progetto è finanziato dall’avviso pubblico Circoscrizioni, che spettacolo… dal vivo! 2026 della Città di Torino e dal MIC – Ministero della Cultura ed è realizzato in collaborazione con Biblioteche civiche torinesi, UCI – Uniti per Crescere Insieme Onlus e Polo Culturale Lombroso 16.

La città in equilibrio nasce nei quartieri, cresce negli spazi urbani e prende forma attraverso le comunità. Un progetto che unisce creazione, formazione, inclusione e partecipazione per dare slancio a una nuova generazione di artisti. Un percorso dedicato alla creazione e alla crescita professionale di un gruppo selezionato tramite call pubblica di artisti under 35, chiamati a esplorare la città, attraversarla e trasformarla in un laboratorio a cielo aperto. Guidati dai registi Adrian Schvarzstein, Luca Regina e Tino Fimiani, gli artisti svilupperanno un processo di ricerca e creazione in diversi luoghi di Torino. Parco Dora, biblioteche civiche e presidi culturali di quartiere diventeranno spazi vivi di sperimentazione, incontro e produzione artistica. Al centro c’è l’equilibrio: principio essenziale del circo e metafora di una città capace di tenere insieme persone, luoghi e visioni. Un equilibrio dinamico, da cercare attraverso prove, azioni performative, sperimentazioni site-specific e momenti aperti al pubblico. Perché ogni incontro cambia la prospettiva e genera nuove connessioni.

“Il circo contemporaneo è, per sua natura, un’arte dell’equilibrio, ma anche del rischio, della trasformazione e dell’incontro. Con La città in equilibrio vogliamo portare questi valori fuori dai luoghi tradizionali dello spettacolo, trasformando Torino in un grande laboratorio di creazione artistica e partecipazione culturale – spiega Paolo Stratta, Direttore di Fondazione Cirko Vertigo -. Crediamo in una città nella quale la cultura non si limiti ad abitare gli spazi, ma contribuisca a reinventarli, generando nuove relazioni tra le persone e nuove opportunità per i giovani artisti. Le periferie, in questa prospettiva, non sono luoghi marginali, ma territori di sperimentazione, capaci di diventare protagonisti di nuovi processi culturali. Attraverso il linguaggio universale del circo – arte che non potrà assolutamente mancare nella candidatura di Torino capitale della cultura – vogliamo costruire occasioni di incontro tra generazioni, sensibilità e provenienze differenti, rendendo l’arte uno strumento concreto di inclusione e coesione sociale. Perché l’equilibrio di una città non consiste nell’immobilità, ma nella sua capacità di evolvere senza lasciare indietro nessuno”.

“Con La città in equilibrio, Fondazione Cirko Vertigo porta spettacoli e laboratori nei quartieri, creando nuove occasioni di incontro e partecipazione culturale – dichiara l’assessora alla Cultura della Città di Torino, Rosanna Purchia –. Il progetto, sostenuto attraverso il bando della Città di Torino Circoscrizioni, che spettacolo… dal vivo!, raggiunge anche gli ospiti della RSA Il Valentino e coinvolge le biblioteche civiche, valorizzandone il ruolo di luoghi aperti alla scoperta di linguaggi artistici diversi. Un ringraziamento a Fondazione Cirko Vertigo, L’Albero del Macramè, Fondazione UCI e Polo Culturale Lombroso 16 per aver costruito insieme un progetto che mette in relazione la creazione artistica con la vita delle comunità”.

Il progetto dà un’attenzione particolare all’accessibilità culturale. Grazie a Fondazione UCI e L’Albero del Macramè, saranno proposte attività di circo sociale ed esperienze partecipative rivolte a giovani, famiglie e comunità locali tramite laboratori dedicati, per avvicinare ai linguaggi del circo contemporaneo anche chi solitamente resta ai margini dell’offerta culturale. Il percorso culminerà in una serie di restituzioni pubbliche e in un evento performativo finale: non un semplice punto d’arrivo, ma il momento in cui la ricerca incontra la città e gli artisti conquistano nuove occasioni di crescita, visibilità e accesso al mondo professionale.

“Immaginiamo la città come organismo vivente: l’arte dell’equilibrio urbano e della rigenerazione creativa ci suggerisce di immaginare una città non come un semplice insieme di edifici, strade e infrastrutture, ma come un unico corpo vivo — un ecosistema dinamico in cui ogni quartiere, piazza o luogo di aggregazione rappresenta un organo vitale —. Questa visione ci permette di ripensare radicalmente il modo in cui viviamo lo spazio urbano. In quest’ottica, l’equilibrio della città non è un fatto meramente statico o architettonico, ma una condizione di salute diffusa, dove la collaborazione tra le sue parti garantisce una vera dimensione di benessere integrato”, sono le parole di Marco Donda, direttore de L’Albero del Macramè.

 

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