Artista e direttore dell’Internazionale Happy Circus – Circo d’Acqua, membro di una delle più conosciute famiglie circensi italiane. Abbiamo incontrato Emanuel Medini che ci ha raccontato la passione per questa antica arte, la vita nel circo assieme alla sua famiglia, le soddisfazioni che regala questo mestiere, le fatiche e le difficoltà quotidiane, il futuro che si prospetta per chi intende portare avanti questa tradizione.
Nasci in una famiglia di circensi e, quindi, continui nel solco della tradizione. Ricordi come è iniziata questa passione?
“Non c’è un momento preciso in cui è iniziata. Il circo è tradizione, è sangue, è tutto quello che ti richiama già da quando sei bambino. E’ una spinta che ti viene da dentro, è una passione che ti viene dal cuore”.
Come ti sei avvicinato al numero che oggi presenti in pista?
“Ho frequentato l’Accademia di Arte Circense assieme a mia sorella Vanessa, la più grande, mentre la piccola si chiama Liuba. Ho iniziato quando avevo undici anni, con un numero di verticalismo. Poi con Vanessa abbiamo deciso di trovare qualcosa che ci potesse unire in pista. Ho avuto l’occasione di poter assistere per la prima volta allo spettacolo di Knie e sono rimasto affascinato dal numero di pattinaggio acrobatico. E’ stato un impatto forte e mi ha subito colpito”.
Com’è lavorare nel circo con i propri familiari?
“Difficile, perché devi gestire le varie situazioni che si riferiscono alla vita privata e a quella professionale. E lo devi fare in maniera differente. Sul lavoro sono molto rigido, mentre con i familiari non ho mai avuto alcun problema. In questi rapporti personali e di lavoro è necessario trovare il giusto equilibrio, altrimenti diventa tutto più difficile”.
Com’è la vita nel circo?
“Ci sono ovviamente i pro e i contro. Io non riuscirei a restare fermo in un luogo, svegliarmi tutte le mattine alla stessa ora, vedere le stesse persone, prendere la macchina e fare lo stesso tragitto per andare a lavorare. A me piace scoprire nuovi luoghi, così come fatto negli anni per presentare la mia attrazione in varie nazioni assieme a mia sorella. D’altronde, il mio sogno da ragazzino era proprio quello di visitare più paesi del mondo, poter visitare nuove città, conoscere nuove persone, fare esperienze e il circo ti offre queste opportunità. Di contro, devo ammettere che è uno dei lavori più difficili e faticosi perché con la pioggia, il sole, la neve, il vento, siamo sempre pronti a montare le strutture, a smontarle, a viaggiare con i camion e le carovane. Insomma, non abbiamo orari. Non è facile la nostra vita, diciamo che devi amarla, devi amarla per forza, se non l’ami non ce la puoi fare”.
Vogliamo descrivere il tuo numero?
“Sono un pattinatore acrobatico. Lavoro su una pista circolare di un metro e novanta e alta circa 50 centimetri. Mi esibisco in alcune posizioni acrobatiche insieme a mia sorella e all’interno di questa pista che ha uno spazio davvero ristretto”.
Il punto di forza di questa attrazione?
“Siamo unici in quello che presentiamo assieme a mia sorella Vanessa perché mi esibisco anche bendato e sono uno dei pochi a farlo. Esibirsi ad occhi chiusi è una cosa che tutti sottovalutano, perché comunque giri su te stesso e dopo pochissimo non sai più dove sei. In più, giro con mia sorella che pesa circa 65 kg agganciata al mio collo, mentre lei gira a sua volta su sé stessa. Il tutto sempre bendato e, quindi, penso che questo sia un qualcosa di unico. Sono orgoglioso di essere stato uno dei primi ad eseguire questo esercizio”.
Come direttore artistico del circo hai delle responsabilità importanti. Devi selezionare i numeri, metterli insieme, coordinarli, poi tutto si traduce nella realizzazione dello spettacolo. Ti gratifica questo ruolo?
“Ho una risposta molto netta in questo senso. Ho fatto l’artista per tutta la mia vita, sono riuscito ad esibirmi in piste importanti, esaudendo i miei sogni. Adesso ho 35 anni e da 3 anni sono tornato a casa. Con la famiglia abbiamo avviato l’Internazionale Happy Circus, ora trasformato nel nuovo progetto del Circo d’Acqua. Come direttore artistico di questo spettacolo, ho cercato di dare al pubblico quello che a mio avviso è giusto dare, considerando tutto quello che ho imparato nella mia vita artistica lavorando in giro per il mondo. Dietro la realizzazione di uno show dal vivo vi è tanto lavoro e io sono molto rigido perché non ci devono essere pause, deve essere tutto perfetto in quello che si fa. Siamo un circo di famiglia che si sta affermando sempre più grazie alla fatica e al sudore che ogni giorno mettiamo in pista. La gratificazione più grande è nel finale dello spettacolo quando il pubblico si alza in piedi per applaudire. Ho deciso di diventare il direttore artistico di uno show creato da me e questo mi rende veramente felice”.
Come anticipato, l’International Happy Circus si presenta oggi in una nuova veste…
“Esatto. Abbiamo creato un nuovo spettacolo che si chiama Circo d’Acqua. E’ innovativo, moderno, e presenta più attrazioni. L’idea è nata dopo aver vissuto per tanti anni all’estero e con l’esperienza maturata come artista. Ho cercato di tenere le tradizioni vive ma con uno sguardo attento al futuro. Puntiamo molto di più sull’innovazione con acqua, luci e colori. Ad esempio, presentiamo un’attrazione laser molto bella e tutte le esibizioni sono avvolte da fontane danzanti ed effetti luce. Si potrebbe dire che è un mix tra teatro e spettacolo e con un pizzico di innovazione”.
Com’è il rapporto con il pubblico?
“Innanzitutto ogni circo ha il suo pubblico. Presentando un progetto differente dagli altri, ci stiamo creando il nostro pubblico e devo dire che gli spettatori sono sempre molto contenti considerando gli apprezzamenti che riceviamo a fine spettacolo. Fino a tre anni fa, avevamo anche noi uno spettacolo tradizionale, poi abbiamo scelto di sperimentare un progetto nuovo che, devo ammettere, sta funzionando bene e sta rafforzando il nostro rapporto con gli spettatori”.
Come presenteresti il Circo d’Acqua per invitare il pubblico ad assistere allo show?
“Con molta semplicità direi che può apprezzare uno spettacolo originale e con delle attrazioni davvero di alto livello tecnico. Solo per citarne alcune, un trapezista fantastico che è uno dei più grandi talenti che ci sia in Europa; una ragazza che sale su una scala ad otto metri di altezza e sostenendo con la bocca, in equilibrio, una spada su un pugnale; una campionessa italiana di pole dance; tre clown per la gioia dei più piccoli e non solo, il tutto accompagnato da stupende coreografie, giochi d’acqua e tante luci”.
Hai mai avuto paura durante una tua esibizione?
“Sì, ogni giorno che vado in pista c’è quel timore che possa accadere qualcosa, ma cerchi di non pensare e controlli sempre bene l’attrezzatura. Nel 2012, ricordo che durante uno spettacolo si ruppe un gancio e, con mia sorella Vanessa, facemmo un volo di cinque metri riportando gravi danni a livello fisico. Sono rischi da mettere in conto per chi pratica questo lavoro. La paura fa rimanere con i piedi per terra e ti ricorda di fare sempre attenzione perché il pericolo è in agguato. L’adrenalina ti mantiene vivo, ti fa tenere la concentrazione sempre attiva”.
Un aggettivo per descrivere il circo…
“Spettacolare”.
Come è cambiato il modo di fare circo?
“Sta cambiando la società e sta cambiando anche il modo di fare circo. Cambiano le mode, le passioni, le abitudini, il modo di vedere le cose, si aggiunge l’elettronica e non si può pensare di restare indietro. E’ necessario proiettarsi al futuro e pensare a nuovi progetti”.
Cosa è previsto nel futuro della Famiglia Medini?
“Oggi ha pensato al Circo d’Acqua, domani penserà magari di inserire qualche innovazione e di questo sta già pensando”.
Invece, che futuro si prospetta per il circo in generale?
“Gli operatori del circo devono stare al passo con i tempi e recepire gli input che provengono dall’esterno. E’ indifferente fare il circo con o senza animali, ad esempio, ma è fondamentale adeguarsi ai cambiamenti. E’ mutato il modo di fare pubblicità, di presentarsi. Così come si è evoluto il cinema, la tecnologia, l’arte in generale. Quindi, se non si decide di andare al passo con i tempi moderni, tutti assieme, per il circo non sarà facile resistere”.
Un messaggio a chi, come te, promuove l’arte circense…
“Ricordiamoci che noi siamo speciali e dobbiamo farlo comprendere a tutti. Quando riusciremo, allora il circo tornerà ad essere sulla cresta dell’onda”.
Agli appassionati e ai lettori di circoitalia.it cosa ti senti di dire?
“Supportateci sempre e ricordate che quello del circense è il mestiere più antico del mondo. Lavoriamo tanto e con passione per regalare gioia e sorrisi. Siamo anche delle persone molto attive nel campo del sociale e ciò significa che il circo è molto più vicino a voi di quanto possiate pensare. Stateci accanto, per noi è molto importante”.
Daniele G. Masciullo





