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Lo spettacolo “La Gabbia” di Martina Soragna chiude l’edizione 2026 del “Dinamico Festival”

Si sta per concludere la sedicesima edizione del “Dinamico Festival”, una delle manifestazioni più significative nel panorama nazionale dedicato al circo contemporaneo, alla musica di ricerca e al teatro di strada che ha animato Reggio Emilia in questi ultimi giorni. Chiusi i riflettori sugli spazi del Parco del Popolo, la manifestazione in settimana ha esteso la propria coda progettuale con una residenza artistica che vedrà la sua restituzione finale in chiusura del festival. La performer Martina Soragna ha infatti lavorato alla creazione del suo nuovo lavoro “La Gabbia”, il cui esito finale verrà presentato ufficialmente al pubblico sabato 19 settembre, alle 18.30, sul palco del Teatro Piccolo Orologio (biglietti disponibili sulla piattaforma Mailticket www.mailticket.it). Spettacolo consigliato a partire dai 10 anni.

LA GABBIA – MARTINA SORAGNA

Da Platone in poi, filosofia e politica hanno immaginato città ideali, governate dalla giustizia e dall’armonia. Ma cosa accade quando il desiderio di ordine si confronta con la complessità dell’essere umano? LA GABBIA è un work in progress di clown contemporaneo e teatro dell’assurdo che trasforma queste domande in un’esperienza scenica partecipata. Una clown tenta di costruire una città ideale, un luogo in cui tutto possa funzionare grazie a regole condivise e una giustizia infallibile…. Ma ogni scelta apre nuovi dilemmi, ogni regola produce eccezioni e ogni giudizio rivela la fragilità di chi lo pronuncia.

Attraverso comicità, improvvisazione e coinvolgimento, lo spettacolo accompagna gli spettatori dentro un processo collettivo fatto di decisioni, alleanze, conflitti e responsabilità. Risata dopo risata, ci ritroviamo a riflettere su questioni profondamente contemporanee: il rapporto tra individuo e comunità, il funzionamento della democrazia, il potere del giudizio e… l’ancestrale difficoltà di convivere con chi è diverso da noi. Uno spettacolo di clown grottesco dove il gioco si trasforma lentamente in una riflessione amara sul presente… se uscirete tutti d’accordo, abbiamo sbagliato qualcosa.

 

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