Il NandOrfei di Platino alla Carriera, massimo riconoscimento assegnato dal Memorial NandOrfei – Festival Internazionale del Circo, sarà conferito quest’anno ad Alberto “Bertino” Sforzi, artista considerato una delle figure più autorevoli nella storia della giocoleria italiana e internazionale.
La consegna avverrà domenica 11 ottobre, nel corso dello spettacolo finale con premiazioni, in programma alle ore 16.00 sotto il grande chapiteau del Piccolo Circo dei Sogni di Peschiera Borromeo.
Il nome di Sforzi si aggiunge a quelli delle personalità insignite del riconoscimento nelle precedenti edizioni del Memorial: Nino Zoppè e Paolo Casanova “Carillon” nel 2024; Liana Orfei e Alain Frère nel 2025.
La scelta assume un significato particolare nel ricordo di Nando Orfei, artista completo che, prima di affermarsi come uno dei più grandi protagonisti del circo italiano, si distinse anche come eccellente giocoliere. Il premio crea così un ideale filo conduttore tra due interpreti che hanno contribuito, ciascuno con il proprio stile, a valorizzare una delle discipline più antiche e affascinanti dell’arte circense.
“Con il NandOrfei di Platino vogliamo rendere omaggio a un artista straordinario, che ha dedicato tutta la propria vita alla ricerca della perfezione e ha saputo affrontare esercizi che ancora oggi sorprendono per difficoltà e originalità. Premiare un grande giocoliere come Alberto Sforzi nel nome di mio padre, che amava profondamente questa disciplina e la praticava ad altissimo livello, rende questo riconoscimento ancora più significativo”, dichiara Paride Orfei, fondatore e regista del Memorial NandOrfei.
Nato nel 1942 in una famiglia di antica tradizione circense, Alberto Sforzi è cresciuto tra cavallerizzi, acrobati e artisti del filo. I genitori gestivano un piccolo circo e fu proprio in quell’ambiente che il giovane Bertino si avvicinò alle arti della pista, individuando progressivamente nella giocoleria la propria vocazione.
Fin da giovanissimo costruì un numero di straordinaria complessità tecnica, nel quale la giocoleria si fondeva con il filo molle, il monociclo e gli esercizi di equilibrio. Alla base del suo percorso vi era un rigoroso metodo di allenamento: per molti anni dedicò ogni mattina circa sei ore allo studio e al perfezionamento delle proprie tecniche, sperimentando continuamente nuovi esercizi e combinazioni.
Il suo repertorio comprendeva prove di eccezionale difficoltà con cerchi, palline, clave, piatti, tazze e numerosi altri oggetti. Tra le esibizioni più celebri figuravano il lancio simultaneo di undici cerchi, gli esercizi con dieci cerchi sul filo molle e le spettacolari sequenze eseguite sul filo con piattini e tazzine lanciati con il piede, culminanti nel celebre esercizio del cucchiaino portato in equilibrio sulla fronte e poi lanciato anch’esso col piede, con infallibile precisione, nella tazzina più alta della fila in equilibrio sulla testa. Una continua ricerca tecnica che lo ha reso uno degli interpreti più originali e innovativi della giocoleria del Novecento.
Lo stesso Sforzi ha sempre indicato nel leggendario Enrico Rastelli il proprio principale punto di riferimento artistico. Pur ispirandosi al grande maestro della giocoleria mondiale, riuscì a sviluppare uno stile personale, caratterizzato dalla capacità di integrare discipline diverse in un unico numero di rara completezza.
La sua carriera fu legata soprattutto al Circo Medrano della famiglia Casartelli, del quale divenne parte anche nella vita privata sposando Ghisi Casartelli, anima e cuore dello storico circo, con la quale ebbe due figlie, Denise e Ilenia. Il suo percorso artistico comprende esperienze con altri prestigiosi complessi circensi internazionali, tra cui il Krone-Bau di Monaco di Baviera, il Cirque Achille Zavatta e il Circo Chipperfield in Sudafrica. Nel corso degli anni si esibì in Italia e all’estero, conquistando il pubblico e l’ammirazione degli addetti ai lavori.
Proprio durante una tournée in Sudafrica, nel 1966, un gravissimo incidente stradale rischiò di interrompere definitivamente la sua carriera. Investito da un’automobile, riportò gravi lesioni a una gamba e affrontò diversi interventi chirurgici, seguiti da un lungo periodo di cure e riabilitazione. Grazie a una straordinaria forza di volontà riuscì però a tornare in pista, trasformando quella drammatica esperienza in una delle pagine più significative della propria vicenda umana e artistica.
Nel 2013 l’International Jugglers’ Association, la più importante associazione mondiale dedicata alla giocoleria, gli ha conferito l’Historical Achievement Award, prestigioso riconoscimento internazionale assegnato per una vita dedicata allo sviluppo e alla diffusione di questa disciplina.
Alla sua storia è dedicato anche il documentario “L’equilibrio del cucchiaino”, diretto dal nipote Adriano Sforzi e realizzato anche attraverso i filmati in Super 8 girati dallo stesso Bertino nel corso della sua carriera. Presentato al Biografilm Festival 2015, il documentario ha ottenuto la Menzione Speciale della Giuria e l’Audience Award della sezione Biografilm Italia.
Con il conferimento del NandOrfei di Platino alla Carriera, il Memorial NandOrfei – Festival Internazionale del Circo intende rendere omaggio non soltanto a uno straordinario interprete della giocoleria, ma anche a un artista che, attraverso talento, creatività, disciplina e determinazione, ha lasciato un’eredità ancora oggi viva e riconosciuta nel panorama circense internazionale.



