La storia e la grande tradizione del circo italiano sono state protagoniste lo scorso 22 ottobre di una serata speciale dal titolo “La Gioconda della pista”, svoltasi presso l’Istituto Italiano di Cultura di Parigi. Tra gli ospiti dell’evento Alexander Orfei che ha offerto il suo contributo a un appuntamento dedicato all’arte circense, alla memoria delle sue grandi dinastie e al valore culturale di una tradizione senza confini.
La presenza di Alexander Orfei ha rappresentato un momento significativo per una serata che ha celebrato il patrimonio artistico e umano del circo italiano, da sempre capace di coniugare spettacolo, talento, passione e tradizione. Il suo nome richiama una storia profondamente legata a una delle famiglie più rappresentative del panorama circense italiano, protagonista di una tradizione che continua a suscitare interesse e ammirazione anche oltre i confini nazionali.
Accanto ad Alexander era presente Lara Orfei, figlia dell’indimenticabile Moira, figura iconica dello spettacolo italiano e simbolo di un’epoca che ha contribuito a rendere il circo parte integrante dell’immaginario collettivo. La partecipazione dei due ospiti ha aggiunto alla serata un particolare valore simbolico, testimoniando la continuità di una tradizione artistica che si tramanda attraverso le generazioni.
A guidare il pubblico in un viaggio nella storia del circo italiano e francese è stato il prof. Alessandro Serena, storico ed esperto di arti circensi, che ha fatto rivivere, attraverso immagini e racconti, le storie di alcuni grandi artisti. A impreziosire il racconto sono state le esibizioni della compagnia ucraina Quartet Dekru, specializzata nel mimo e nel teatro fisico.
Il progetto “La Gioconda della pista”, sostenuto dal Ministero della Cultura e realizzato in collaborazione con Open Circus, ha rappresentato un’importante occasione per riaffermare il valore del circo come patrimonio culturale, oltre che come forma di intrattenimento. Una forma d’arte che custodisce storie familiari, tradizioni, competenze e linguaggi universali, mantenendo viva la propria capacità di emozionare e unire pubblici di culture differenti.
Daniele G. Masciullo





