• Home
  • /
  • Artisti
  • /
  • Moira Junior si racconta: il circo, l’eredità di famiglia e il ricordo di nonna Moira

Moira Junior si racconta: il circo, l’eredità di famiglia e il ricordo di nonna Moira

Tra la magia della tradizione circense e il desiderio di guardare al futuro, Moira Junior porta avanti un’eredità importante, quella di sua nonna Moira Orfei, icona senza tempo del circo italiano. La nipote della celebre artista si racconta in occasione della tappa a Lecce di Circo Africa, svelando una visione dello spettacolo capace di coniugare eleganza, innovazione e memoria. Tra i momenti più significativi, un numero che rende omaggio proprio alla nonna, riportando in pista un’esibizione che appartiene alla storia della famiglia. Ma lo sguardo di Moira Junior è rivolto anche al domani, con il desiderio di trasmettere alle nuove generazioni l’arte e i valori del circo. Perché raccogliere un’eredità così importante non significa soltanto custodire il passato, ma trovare il proprio modo di farlo vivere nel presente.

Moira Junior qual è la tua visione di circo oggi?
“Il perfetto equilibrio è mantenere le tradizioni del passato ma senza tralasciare le idee contemporanee. Tutto esteticamente bello e vario, paillettes, lustrini e anche costumi minimal. Una storia da raccontare con un filo conduttore che abbia una morale utile nel mondo che stiamo vivendo oggi e, soprattutto, comprensibile a tutti, anche ai bambini”.

Che tipo di spettacolo presenterà Circo Africa nella tappa di Lecce dal 23 ottobre al 15 novembre?
“Avremo tre tipi di spettacolo: uno tradizionale, uno a tema dark chiamato ‘Oblio’ e lo spettacolo dei supereroi. Nello spettacolo tradizionale presento un tributo a mia nonna con il numero di colombi, identico a quello che faceva lei, mi esibisco con gli elefanti della famiglia Gartner e, da quattordici anni, con gli hula hop. Non posso esibirmi nel mano a mano con mio fratello Walter in quanto è in tournée all’estero”.

Come è nata l’idea di presentare un numero tributo a tua nonna?
“L’idea è stata di uno dei miei migliori amici, Alessio Fochesato, addestratore di fama mondiale di volatili e non solo, condivisa con mio marito Vadim. Grazie ai consigli di Alessio e all’esperienza personale maturata in quattro anni di attività con i colombi sono oggi in grado di crescerli sin dalla nascita e inserirli nel gruppo che si presenta in pista. Sono sicura che mia nonna sarebbe fiera di questa capacità che mi è ‘volata’ addosso quasi per caso in quanto lavorare con gli animali non è mai stata una priorità”.

Che progetti hai per il futuro?
“Mi piacerebbe coltivare una capacità che ho ereditato da mio padre: quella di insegnare la disciplina circense. Trasmettere la nostra arte soprattutto ai più piccoli è impresa assai ardua e non basta essere o essere stati bravi artisti. Ci vuole grande consapevolezza di quello che si va a spiegare loro, tanta pazienza ed empatia. Ho avuto già esperienze di insegnamento nella mia vita, ad esempio ho seguito mio fratello minore Alexander dai suoi primissimi esordi per i primi sei mesi, dopodiché ha continuato a studiare con nostro padre e sempre con lui per altri periodi di tempo con verticali e cinghie aeree. Le esperienze ed i risultati mi hanno fatto capire che potrebbe essere un valido percorso da intraprendere nel futuro. Mio padre, che si è formato nella scuola del Circo di Mosca, una delle più valide al mondo, fa già questo lavoro da anni e anni. Se unissimo la nostra esperienza e visione per poi metterla a disposizione del pubblico potrebbe nascere qualcosa di davvero unico”.

Ti sei mai sentita messa in discussione nel tuo lavoro?
“E’ accaduto. Ma tutti dobbiamo sempre sentirci sotto esame e poi dipende da chi vengono mosse le critiche. Credo che il mio background ed i 27 anni di carriera in pista parlino da soli!”.

C’è qualcosa che più ti legava a nonna Moira e qualcosa che vi lega ancora oggi?
“E’ difficile dare una risposta. Quando era in vita è stata una delle persone che più mi hanno supportato, passavamo così tanto tempo insieme nella sua mitica carovana rosa confetto e che spesso ricordavo nei temi delle scuole elementari, identificandola come la mia isola felice. Per me, non è mai stata nonna Moira Orfei, famosa e apprezzata dal pubblico, per me era ‘La nonna’, speciale come solo una nonna affettuosa come lei poteva essere con i suoi nipoti. Quello che ci lega oggi è qualcosa che è nel mio essere: la stravaganza, l’affetto per la famiglia, l’umiltà, la passione per il cinema, per le ore piccole. Essere legata a certi oggetti e trasmettere un’aura positiva, un po’ mistica, e un sorriso per chi ne ha bisogno”.

Cosa significa essere la nipote di Moira?
“Mi sento felice quando le persone che incontro mi dicono ‘le assomigli tanto”. Ecco che, in qualche modo, un pezzo di lei vive ancora attraverso me. Bisogna dire che come lei nessuno, uno di quei personaggi che nascono una volta ogni 200 anni. Una vera leggenda”.

Daniele G. Masciullo

 

 

Condividi: